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Vendita a domicilio: 5mila nuovi addetti in tre mesi

06 dicembre 2006

Cresce il sistema di vendita porta a porta in questo terzo millennio supertecnologizzato e globale. A dimostrarlo i dati della trimestrale di Avedisco (Associazione vendite dirette servizio consumatori), l’associazione che raggruppa le maggiori aziende della vendita diretta, che dall’inizio dell’anno al 30 settembre hanno fatto registrare un incremento del 3,8% rispetto allo stesso periodo del 2005, per un fatturato complessivo di 942 milioni di euro (284 tra luglio e settembre), destinato a superare il fatturato record di un miliardo e 200 milioni di euro registrato nel 2005.
Ma più del giro d’affari, la vera cartina di tornasole dello stato di salute del settore viene dal numero di incaricati alla vendita: 198.117 sono infatti gli addetti delle aziende associate Avedisco al 30 settembre scorso, con un incremento di oltre 5mila unità rispetto a giugno (quando gli addetti erano 193.093) e una crescita complessiva del 15,24% rispetto al 30 settembre 2005 (gli incaricati erano 171.924, ovvero +26.193 unità).
«Un incremento così marcato degli incaricati alle vendite -è il commento di Enrico Festa, presidente di Avedisco- rappresenta lo stato di buona salute di cui gode il comparto della vendita diretta. Le imprese associate Avedisco offrono, e garantiscono, un’alternativa occupazionale in continua ascesa ottenendo il gradimento della forza lavoro grazie al forte impegno legislativo e formativo assicurato dall’associazione».
Tornando al dato economico dei primi nove mesi dell’anno, a comporre il dato complessivo di 942 milioni di euro contribuisce in misura maggiore il settore dei beni durevoli per la casa, che resta il settore trainante della vendita a domicilio, con il 48% del mercato e un fatturato di 455 milioni e 676mila euro. Seguono gli “alimentari/nutrizionali”, con 192 milioni 703mila euro (20,4%) e i “cosmesi e accessori moda”, con 131 milioni e 708mila euro (14%). Il comparto dei “beni di consumo casa” ha toccato quota 93 milioni 391mila euro di fatturato (9,9% della vendita diretta) e quello del “tessile” 34 milioni e 825mila euro (3,7%).
Guardando alle differenze percentuali, i settori più dinamici sono stati quello alimentare/nutrizionale che ha registrato un incremento del 11,3% e cosmesi/accessori moda con un aumento del 6,6%. Buona performance anche per il tessile e i beni durevoli casa e con incrementi rispettivamente del 4,7% e del 3,5%. A chiudere i beni di consumo casa senza variazioni di rilievo rispetto allo stesso periodo del 2005. Il settore trainante si conferma quello dei beni durevoli casa che, con un fatturato di 455 milioni di euro, rappresenta il 48% della vendita a domicilio.
Anche paragonato all’intero settore del commercio, il comparto della vendita a domicilio si conferma in buona salute. Secondo i dati Istat, infatti, il valore delle vendite del commercio al dettaglio in sede fissa ha segnato, nei primi nove mesi dell’anno, una crescita dello 1,3% rispetto allo stesso periodo del 2005 contro il 3,8% della vendita a domicilio.

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