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La vendita a domicilio batte la crisi. Nei primi sei mesi dell'anno, fatturato a +1,8%

24 settembre 2009


Il settore conferma il proprio ruolo nel difficile momento occupazionale: 17mila nuovi addetti


Il primo semestre delle imprese associate Avedisco (Associazione vendite dirette servizio consumatori) si è chiuso con un fatturato di 688 milioni di euro e ha fatto registrare una crescita dell'1,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Dopo un primo trimestre sostanzialmente stabile (+0,4%), nel corso del secondo trimestre, Avedisco ha registrato una crescita del 3% portando il volume d'affari a superare i 688 milioni di euro. «Questi dati ci confermano che il nostro settore è sano e vitale -commenta Luca Pozzoli, presidente di Avedisco-. Nel pieno della crisi economica e occupazionale, le aziende associate Avedisco segnano una crescita decisa sia nel giro d'affari sia sotto il profilo degli addetti alla vendita».
I settori più dinamici, sono stati quelli "alimentare/nutrizionale" e "cosmesi/accessori moda" che hanno segnato rispettivamente +5,8% e +4,4%, seguiti dai "beni di consumo casa" (+2,4%). Ha tenuto il comparto dei "beni durevoli casa" (+0,6%) che con una quota di mercato del 45,4% si conferma il settore più incisivo della vendita diretta a domicilio in Italia. In flessione il "tessile" (-4,2%) e i "servizi" (-25,1%). In deciso aumento anche il numero degli incaricati alla vendita che hanno superato le 250mila unità: +17mila rispetto allo stesso periodo del 2008. «Se cresciamo e diamo possibilità occupazionali così marcate -continua Pozzoli- un motivo ci sarà. I consumatori si fidano sempre più di noi, delle nostre aziende, dei nostri incaricati e delle nostre professionalità. In un periodo così drammatico per l'economia e l'occupazione essere vicini alle persone e dare loro le giuste attenzioni assieme alla qualità di prodotti e servizi è la risposta migliore a tutte le domande».
Secondo i dati Istat, infatti, le "vendite del commercio in sede fissa" hanno segnato, nel primo semestre dell'anno, una variazione negativa del 2%. Leggera flessione per la "grande distribuzione" (-0,1%), mentre i "negozi di vicinato" hanno subito un calo del 3,3%. Le vendite dei prodotti alimentari sono diminuite dell'1,6% e quelle dei "prodotti non alimentari" del 2,2%. Nel file pdf, i grafici riepilogativi e la suddivisione per comparti.


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