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I consumatori chiedono rispetto, informazione e personalizzazione del rapporto

24 novembre 2006

«Assieme possiamo lavorare bene, a tutela del consumatore, per diffondere quei valori di attenzione e trasparenza che vedo nelle società di Avedisco. E voglio, dobbiamo volere assieme, che il diritto di recesso sia allargato anche agli acquisti nei supermercati, dove è praticamente impossibile provare un prodotto e difficilissimo riuscire a farsi dare delle spiegazioni sul suo funzionamento». Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione nazionale consumatori, intervenuto al forum di Avedisco, l’associazione di categoria che raggruppa le aziende della vendita porta a porta, ha nei fatti sancito un’alleanza tra le due associazioni. «Una comunanza di intenti –commenta Enrico Festa, presidente di Avedisco- basata sul riconoscimento del lavoro che fanno le nostre aziende, che da più di vent’anni si sono dotate di un codice etico di riferimento e che rispettano rigide regole di comportamento nei rapporti con il consumatore. Da qui l’ampia convergenza, direi quasi una sintonia con Dona, nella convinzione che la vendita diretta è quella che più di ogni altro sistema di vendita può consentire di creare col consumatore un rapporto di fiducia».
Storica alleanza, dunque, basata sui temi della fiducia e del rispetto, con la messa al bando «dei comportamenti scorretti e un po’ cialtroni», sono parole di Massimiliano Dona, messi in atto dalle aziende che non si richiamano a regole precise e a un comportamento etico. E proprio l’etica e la formazione erano il tema centrale del Forum di Avedisco, tenutosi questa mattina, a Roma, nel centro congressi dell’hotel Aldrovrandi. Formazione a cui le aziende della vendita diretta danno grande importanza e destinano ingenti risorse: nel 2005 ogni associato ha organizzato, in media, più di 800 corsi di formazione, con un costo quantificabile nel 10 per cento del fatturato.
E i risultati si vedono, perché il rapporto con il consumatore diventa rappresentativo dell’economia di legame a cui tende la nostra società, lungo il percorso della cosiddetta catena della fiducia. Come ha lucidamente commentato il sociologo Francesco Morace. «La vendita diretta ha oggi un ruolo che può diventare davvero importante, perché nell’ambito delle tendenze di consumo emerge la priorità nella relazione di fiducia. E una volta in cui il consumatore si sente protetto da questo punto di vista, apprezza i vantaggi competitivi della vendita diretta, cioè la disponibilità ad approfondire i temi, conoscere meglio i prodotti e entrare in relazione diretta con il venditore».

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