Torna indietro

AGER 2018: una tavola rotonda ad Ascoli Piceno per parlare di imprenditorialità giovanile

L'ottava edizione dell'Amway Global Entrepreneurship Report mostra un'Italia meno fiduciosa nel proprio Sistema Paese, ma dati incoraggianti arrivano da Under 35, il cui potenziale imprenditoriale supera la media Europa e Mondo

15 marzo 2019
AGER 2018: una tavola rotonda ad Ascoli Piceno per parlare di imprenditorialità  giovanile
 “Imprenditorialità giovanile. Riflessioni sulle nuove opportunità nel Centro Italia”: questi i temi principali discussi questa mattina in occasione della Tavola Rotonda tenutasi presso la Sala della Ragione di Palazzo dei Capitani ad Ascoli Piceno. L’evento si è proposto di indagare la propensione all’imprenditorialità delle giovani generazioni, la loro percezione dell’avventura imprenditoriale e le reali opportunità per valorizzare la libera iniziativa, con uno sguardo anche alla situazione del Centro Italia.
A prendere parte all’incontro sono stati importanti rappresentanti di istituzioni locali e aziende come Marco Fioravanti, Presidente del Consiglio Comunale di Ascoli Piceno, Giuliano Sciortino, Segretario Generale AVEDISCO, Massimiliano Bachetti, Presidente Confindustria Giovani di Ascoli Piceno, Fabrizio Suaria, Amministratore Delegato di Amway Italia. Ha moderato Filippo Ferretti, giornalista.
La Tavola Rotonda è stata anche l’occasione per presentare i dati dell’ottava edizione del Report Globale Amway sull’Imprenditorialità, realizzato in collaborazione con Gfk e il Dipartimento Strategy and Organization dell’Università Tecnica di Monaco (TUM), con lo scopo di indagare su come e in quale misura temi quali lo spirito imprenditoriale, la libera iniziativa e l’autonomia professionale siano accolti nell’attuale contesto sociale, economico e lavorativo, ma anche di approfondire il tema delle competenze necessarie ad avviare un proprio business in relazione alla situazione del proprio Sistema Paese.
La ricerca condotta da Amway, azienda leader nel settore della Vendita Diretta, si è posta innanzitutto l’obiettivo di analizzare i profili degli intervistati attraverso l’Amway Entrepreneurial Spirit Index (AESI), il cui scopo è misurare (in scala da 1 a 100) il valore dello “spirito imprenditoriale” di un Paese, coniugando 3 dimensioni comportamentali: desiderabilità per un percorso lavorativo mirato ad avviare un business in proprio, percezione della fattibilità in base alle proprie competenze e fermezza nella decisione di intraprendere un percorso imprenditoriale rispetto alle pressioni sociali.
Dall’analisi dei dati attuali e dei trend, emerge come in Italia si sia registrato un calo dello spirito imprenditoriale, con un indice AESI di 41 punti (-5 punti rispetto al 2016), al di sotto della media Europa (42) e Mondo (47). Se si guarda invece ai risultati registrati dagli Under 35 italiani, l’indice AESI sale a 48 (+7 rispetto alla media italiana). Un dato molto positivo anche se paragonato al totale Europa (-6 punti rispetto agli U35) e Mondo (-1 punti rispetto agli U35). Incoraggiante la situazione del Centro Italia, che fa registrare un AESI pari a 44, dato superiore alla media italiana (+3 p.p).
Dando uno sguardo alle singole variabili comportamentali, le Regioni del Centro mostrano una desiderabilità e una fermezza molto alta (desiderabilità 46%, 5 p.p. in più rispetto alla media Italia, e fermezza 50%, 5 p.p. in più rispetto alla media Italia) mentre la fattibilità è in linea con la media nazionale (36%). Guardando agli Under 35, ben il 56% dei giovani è desideroso di avviare un proprio business, in netto distacco con la media italiana (41%; +15 p.p.) europea (41%; +15 p.p) e globale (49%; +7 p.p.), anche se in costante calo rispetto agli scorsi anni (57% 2016; 59% 2015).
La Ricerca si è inoltre soffermata sulle infrastrutture che il Sistema Paese mette a disposizione di chi desidera avviare un’attività in proprio: pensando alla fase iniziale e alla gestione, la tecnologia risulta essere la risorsa più disponibile in Italia (29%), valore tuttavia molto inferiore alla media europea (48%) e mondiale (44%). Il Sistema Scolastico non sembra garantire sufficiente supporto all’imprenditorialità in Italia (solo 20% rispetto al 36% della media europea e al 40% della media mondiale). Seguono la chiarezza dell’ambiente operativo, ovvero la facilità di orientarsi all’interno dell’ambito normativo (15% Italia, 26% Europa; 34% Mondo), un sistema fiscale gestibile (9% Italia, 26% Europa; 33% Mondo) e infine la situazione economica, che in Italia appare decisamente non favorevole al lavoro autonomo (4% Italia, 29% Europa; 36% Mondo).  Le percentuali registrate tra gli Under 35 sono in linea con la media italiana: da rilevare secondo i giovani italiani una maggior disponibilità di tecnologia al servizio del fare impresa (31% Under 35 vs 29% Italia), dato che al Centro Italia sale addirittura al 36%.
Anche analizzando i punti fermi su cui si sente maggiormente sicuri quando si immagina di avviare un’attività in proprio, emerge come in Italia, e in particolare al Centro, il supporto sociale, di amici e famiglia, sia il fattore principale (35% Italia, 44% Centro vs 62% media europea e 64% mondo). Il 26% degli italiani si sente in grado di sviluppare un’idea di business, percentuale leggermente inferiore al Centro Italia (23%) ma decisamente molto più alta guardando agli Under 35 (32%). Giovani e abitanti del Centro Italia sono i più disponibili a prendersi un impegno, sacrificando anche il loro tempo libero (31% giovani, 28% Centro vs 23% media Italia).  Va inoltre evidenziata una forte insicurezza generale nel riuscire a reperire i fondi per realizzare la propria idea di business: solo il 13% degli Under 35 e l’11% degli intervistati al Centro si sentono in grado di trovare il capitale adeguato per avviare un’attività in proprio, analogamente alla situazione italiana (16%).
Anche analizzando il dato sull’idea di business che gli intervistati si immaginano di avviare nel proprio Sistema Paese, Under 35 italiani auspicano di intraprendere un’attività orientata al profitto (69%) all’interno di un’area metropolitana (78%) nella quale assumono personale (61%) e, mantenendo un contatto diretto col cliente (65%), prediligono la vendita di un servizio (52%). Quest’ultimo dato risulta molto importante se paragonato a quello della media italiana, che continua a trovarsi più a proprio agio vendendo prodotti (prodotti: 56% vs. servizi: 44%) mentre nel Centro Italia la situazione risulta più equilibrata (prodotti 51% servizi 49%). Le Regioni del Centro spiccano per volontà di entrare a contatto con i propri clienti (83% Centro; 81% media Italia) e per desiderio di autonomia (attività gestita da solo, senza collaboratori 51% al Centro; 45% media Italia).
 

Altri eventi che potrebbero interessarti

17 maggio 2022 Leggi la notizia

THE JUICE PLUS+ - LIVE National Leadership Convention

Si è tenuta lo scorso 14 maggio a Milano presso il teatro Repower
29 marzo 2022 Leggi la notizia

EISMANN – Kick-off Meeting

In diretta dal Labirinto della Masone il tradizionale evento Eismann
25 marzo 2022 Leggi la notizia

AMWAY - AGER 2020: lo spirito imprenditoriale under 35 – scenari a confronto

Partendo dai dati del X Rapporto Globale Amway sull’Imprenditorialità (AGER), la tavola rotonda ha promosso una riflessione sull’evoluzione dello spirito imprenditoriale negli U35 e sul futuro de ...
Cliccando su “Accetta tutti i cookie”, viene accettata la memorizzazione, sul dispositivo, dei cookie che servono a migliorare la navigazione del sito e ad analizzarne l'utilizzo. Puoi liberamente prestare, rifiutare o revocare il tuo consenso, in qualsiasi momento, accedendo alle impostazioni.

Chiudendo questo banner si accettano unicamente i cookies tecnici necessari all’utilizzo del sito

Maggiori informazioni