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FMR-ART'E' - L'opera d'arte totale "Antonio Canova. L'invenzione della bellezza" in dono ai capi del G8

"Antonio Canova. L'invenzione della bellezza" è l'opera d'arte voluta dal Presidente del Consiglio, Onorevole Silvio Berlusconi e realizzata dalla Fondazione culturale Marilena Ferrari, come omaggio per i Capi di Stato che hano partecipato al G8

10 luglio 2009
FMR-ART'E' - L'opera d'arte totale
Antonio Canova. L’invenzione della bellezza è l’opera d’arte totale voluta dal Presidente del Consiglio, Onorevole Silvio Berlusconi, e realizzata dalla Fondazione culturale Marilena Ferrari, come omaggio per i Capi di Stato che hanno partecipato al G8 che si é tenuto  a L’Aquila l’8/9/10 luglio 2009.
 
Quest’opera è stata scelta per due fondamentali motivi:
 
- il primo è che Antonio Canova si può definire il primo ambasciatore universale della bellezza italiana. Un artista che ha saputo imporre al mondo intero, da Napoleone a Thomas Jefferson, dagli Asburgo agli zar, dai Borbone ai Papi, il genio creativo italiano;
 
- il secondo è che quest’opera d’arte simbolicamente rappresenta la sintesi delle due maggiori eccellenze italiane: l’immenso patrimonio artistico culturale del nostro paese e la plurisecolare tradizione alto-artigianale dell’Italia. Per celebrare nel terzo millennio il genio di Canova, i più significativi maestri d’arte della tradizione artigianale italiana hanno lavorato congiuntamente, come nel Rinascimento, e hanno permesso il dono con la loro generosità.
 
“Sono molto orgogliosa – dichiara Marilena Ferrari, presidente della Fondazione culturale omonima – di aver realizzato per volontà del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, quest’opera d’arte che rende omaggio ai Capi di stato presenti al Summit G8 a L’Aquila. Sono molto orgogliosa perché quest’opera d’arte rappresenta la sintesi massima dell’eccellenza italiana e testimonia la continuità e la tipicità del genio creativo italiano che ha generato, nel corso dei secoli, il nostro grande patrimonio artistico e culturale e la nostra tradizione alto-artigianale. Il dono è stato reso possibile dalla generosità di tutti i maestri d’arte che hanno collaborato alla realizzazione dell’opera e che hanno condiviso, con il Presidente del Consiglio e con me, come sia indispensabile, in un momento come questo, un progetto di speranza fondato sulla tensione alla bellezza e sulla concretezza del fare.”
 
L’opera d’arte Antonio Canova. L’invenzione della bellezza si presenta in forma di libro d’ispirazione rinascimentale. È stata realizzata in soli 10 esemplari numerati da 1/10 ES a 10/10 ES in cifre arabe. Per la lavorazione totalmente manuale, ogni esemplare è un’opera d’arte unica. La numerazione è stata assegnata secondo un rigoroso criterio alfabetico di paese.
 Il primo è stato destinato al Primo Ministro canadese Stephen Harper;
il secondo al Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy;
il terzo a Angela Merkel, Cancelliere Federale di Germania;
il quarto a Taro Aso, Primo Ministro giapponese;
il quinto a Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri italiano;
il sesto a Gordon Brown, Primo Ministro del Regno Unito;
il settimo a Dmitry Medvedev, Presidente della Federazione russa;
l’ottavo a Barack Obama, Presidente degli Stati Uniti d’America;
il nono a Fredrik Reinfeldt, Primo Ministro del Regno di Svezia e Presidente di turno del Consiglio dell’Unione Europea;
il decimo a José Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea.
  
L’opera d’arte Antonio Canova. L’invenzione della bellezza rappresenta la sintesi delle due maggiori eccellenze italiane: l’immenso patrimonio artistico culturale del nostro paese e la plurisecolare tradizione alto-artigianale dell’Italia.
 
All’esterno è stato posto un bassorilievo di marmo raffigurante un particolare dell’opera di Canova Le Grazie e Venere danzano davanti a Marte custodita nel museo canoviano di Possagno, in provincia di Treviso.
 
Il marmo statuario proviene dalle cave dei Fantiscritti di Carrara, le stesse che rifornivano Antonio Canova.
 
Il bassorilievo è stato realizzato a mano con l’antica tecnica del trapano a violino presso gli Studi d’arte di Mariagrazia Barattini in Carrara.
 
Il bassorilievo è incastonato in un broccato di seta con trama in fili d’oro, lavorato su telai e orditori del Settecento da Luigi Bevilacqua in Venezia.
 
All’interno su una speciale carta velata in puro cotone, impreziosita dalla filigrana Antonio Canova, realizzata a mano alla forma tonda presso le cartiere Magnani di Pescia, sono stati impressi al torchio, selezioni di testi di autori coevi del Canova.
 
Fanno da contrappunto ai testi 26 tavole raffiguranti le tempere di Canova, tutte applicate a mano, stampate con tecnica litoserigrafica, 5 incisioni ad acquaforte e 77 scatti fotografici originali delle opere canoviane del maestro Mimmo Jodice, tra i massimi artisti della fotografia italiana contemporanea.
 
Tutto il lavoro di stampa nelle sue diverse antiche tecniche si deve alla stamperia d’arte di Luigi Berardinelli in Verona.
 
Ogni singolo componente dell’opera è stato manualmente rilegato e assemblato da Bruno Superti dell’Arte del Libro in Todi.
 
Sul frontespizio di ogni esemplare dell’opera, Barbara Calzolari in Bologna ha manoscritto, secondo le antiche tecniche dell’arte calligrafica e con inchiostro ferrogallico, le dediche personalizzate per ognuno dei Capi di Stato partecipanti al G8.
 
Ad Anna Ronchi di Biella è stata affidata la trascrizione manuale, con inchiostro sumi nero e con carattere italico, dei colophon di ognuno dei 10 esemplari dell’opera.
 
Ogni singola opera d’arte è accompagnata dalla trascrizione manuale degli inni nazionali di ogni paese su una preziosa carta intonsa realizzata manualmente. Gli inni manoscritti costituiscono la punta massima della tradizione dell’arte calligrafa.
 
A Barbara Calzolari si sono affiancati Nagayama Norio che ha realizzato in carattere shodo l’inno giapponese e Evgeny Drobyazin che ha calligrafato l’inno russo in un carattere cirillico appositamente creato per l’occasione.
 
Tiziana Gironi ha pazientemente miniato tutti i capilettera degli inni nazionali. Usando colori vegetali, ha personalizzato ogni lavorazione con la bandiera, i simboli e i fiori legati alla storia di ciascuna nazione.
 
L’opera d’arte si completa, inoltre, con un segnalibro in seta recante l’emblema di ogni singolo paese e una lente di ingrandimento. I supporti del segnalibro e della lente, che richiamano il motivo rinascimentale del broccato di seta dell’opera, sono stati fusi in argento 925 e patinati in oro anticato ad Arezzo alla bottega d’arte Tabor.
 
Tiziano Gollini di Brescia è il maestro che ha creato manualmente in cera il modello per la fusione del supporto sia del segnalibro che della lente di ingrandimento.
 
Ogni opera è corredata dai certificati di autenticità, qualità e garanzia di ogni singolo maestro d’arte che ha partecipato alla sua realizzazione.
 
Anche i certificati sono stati trascritti manualmente dalla calligrafa Cinzia Castelli in Jesi.
Gli inni nazionali, il segnalibro, la lente di ingrandimento e i certificati ad personam sono contenuti in tre cofanetti realizzati secondo le antiche tecniche dell’ebanisteria in legno di mogano e di frassino, manualmente rifiniti in foglia d’oro da Fabrizio Gentili di Fossombrone in provincia di Pesaro.
 
I tre cofanetti recano la scritta Cantus, Complementa e Liber Artificum.
 
Per contenere sia l’opera d’arte sia i tre cofanetti, Fabrizio Gentili ha creato un esclusivo scrigno suddiviso in due parti, anch’esso in legno di frassino e di mogano rifinito manualmente in foglia d’oro, interamente rivestito in seta e recante il simbolo del G8, lo stemma dell’Italia e lo stemma del paese destinatario.
 

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