Avedisco

Dal 1969 Avedisco rappresenta le più importanti realtà industriali e commerciali, italiane ed estere, che utilizzano la vendita diretta a domicilio per la distribuzione dei loro prodotti/servizi.

Servizi

Imprese

Avedisco offre molti vantaggi alle imprese associate: fornisce un’assistenza completa e promuove l’immagine del settore attraverso una costante attività di contatto con le Istituzioni.

Incaricati

Avedisco tutela la professionalità dei venditori a domicilio: promuove numerose opportunità di lavoro e interagisce con le Istituzioni per salvaguardare la categoria.

Consumatori

Avedisco ha per obiettivo la soddisfazione del consumatore: attraverso i principi stabiliti dal Codice di condotta della vendita diretta garantisce il corretto comportamento commerciale delle aziende associate.

Metaformazione



     


Comunicati stampa

Pratiche commerciali sleali   (18/08/2008)

Sul sito del Ministero i codici a difesa dei consumatori
In Italia sono soltanto due
Sono solamente due i codici di condotta linkati dal Ministero per lo Sviluppo economico sul proprio sito internet alla sezione “pratiche commerciali sleali”, raggiungibile all’indirizzo web http://pratichesleali.sviluppoeconomico.gov.it/home.htm. Si tratta dei codici di condotta dell’Iap (Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria) e di Avedisco, l’associazione vendite dirette servizio consumatori, che raggruppa le principali aziende nazionali e internazionali che operano in Italia nel comparto della vendita diretta a domicilio.
A seguito del recepimento da parte del Governo italiano della direttiva europea 2005/29 sulle «pratiche commerciali sleali» che, attraverso due decreti legislativi (d.lgs 145 e 146 del 2 agosto 2007), ha permesso all’Italia di essere uno dei primi Paesi dell’Unione Europea a dotarsi di una normativa a tutela dei consumatori, l’Italia ha ora «un punto di riferimento normativo unico», si legge nella sintesi della direttiva presente sul sito del ministero, che «garantisce i diritti e chiarisce quali pratiche commerciali sono consentite e quali vietate». I due decreti legislativi sostituiscono e integrano la precedente disciplina in materia (Codice di Consumo del 2005) sia in materia di pubblicità ingannevole sia di pratiche commerciali scorrette. All’articolo 27-quater del nuovo Codice di Consumo si legge: «Le associazioni, o le organizzazioni imprenditoriali e professionali possono adottare, in relazione a una, o più pratiche commerciali, o ad uno, o più settori imprenditoriali specifici, appositi codici di condotta, che definiscono il comportamento dei professionisti (aderenti) che si impegnano a rispettare tali codici, con l'indicazione del soggetto responsabile, o dell'organismo incaricato del controllo della loro applicazione».
A quasi un anno di distanza dall’entrata in vigore della nuova normativa, solo due associazioni hanno ottenuto la segnalazione sul sito del ministero le quali, si legge ancora all’art 27-quater, «comunicano periodicamente al ministero per lo Sviluppo economico le decisioni adottate». I Codici segnalati, inoltre, sono stati entrambi approvati dalle rispettive associazioni ben prima che la normativa fosse adeguata alle richieste dell’Unione Europea.
«Avedisco si batte da anni per la tutela dei consumatori -commenta Luca Pozzoli, presidente di Avedisco-. La nostra associazione, da anni, si è dotata di un codice etico che tutte le aziende associate e, con loro, tutti gli incaricati alla vendita si impegnano a rispettare pienamente. Non abbiamo mai fatto sconti a nessuno e la segnalazione del nostro codice di condotta sul sito internet del ministero, assieme alle informazioni generali sulle modalità per fare reclamo, sono certo motivo di orgoglio, ma anche sinonimo dell’ottimo lavoro che stiamo portando avanti da anni per difendere i diritti dei consumatori». Avedisco, infatti, nel 2005 è stata promotrice, assieme alle principali associazioni dei consumatori, della Legge 173/2005 per la «disciplina della vendita diretta e la tutela dei consumatori dalle forme di vendita piramidali» approvata il 17 agosto dello stesso anno dal Parlamento e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 2 settembre.
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